Sogliola
Nome scientifico: Solea solea
La sogliola è un pesce che appartiene alla famiglia dei Soleidae. L’evoluzione della specie ha fatto assumere alla sogliola la caratteristica posizione sdraiata in cui entrambi gli occhi si trovano sul lato superiore.
Caratteristiche
La sogliola è un pesce completamente piatto dal corpo ovale. Ha una testa piccola caratterizzata da un muso dalle forme dolci e arrotondate. Il lato oculare è bruno grigiastro con macchie scure e macchie chiare variamente disposte, più o meno appariscenti che ne danno un aspetto molto mimetico. La parte inferiore invece ha una tonalità di colore che si avvicina al bianco. La sogliola che popola il Mediterraneo non supera i 40 cm di lunghezza e per legge può essere pescata e commercializzata solo se supera i 20 cm (Reg.CE 1967/2006).
Habitat
Questa specie è comune nel Mar Mediterraneo e vive su fondali sabbiosi o fangosi dalla superficie fino a circa 200 m di profondità. Si trova anche in acque salmastre.
L’unico modo per pescare la sogliola è quello che prevede l’utilizzo di ampie reti a strascico. La sogliola che si trova sulle tavole italiane viene pescata soprattuto all’interno dei mari nazionali e in particolare nella zona dell’Adriatico e in tutte le acque che circondano la Sicilia.
Fonti:
Triglia di fango
Nome scientifico: Mullus surmuletus
Nei mari italiani sono presenti due specie della famiglia Mullidae: Mullus surmuletus (Triglia di scoglio) e Mullus barbatus (Triglia di fango). La Triglia di fango si distingue da quella di scoglio per alcune caratteristiche fisiche e per l’habitat, predilige infatti i fondali sabbiosi o fangosi da cui prende il nome.
Caratteristiche
La triglia di scoglio è un pesce piuttosto piccolo che raggiunge una lunghezza massima di circa 30 cm ma si trova più frequentemente tra i 10 e i 20 cm. La lunghezza minima per la commercializzazione, fissata dal Regolamento della Comunità Europea 1967/2006, è di 11 cm. Il corpo è di colore rosa-argento. Il profilo dorsale è arcuato, mentre quello ventrale è appiattito per potersi appoggiare al fondale. La testa è grossa e corta, con due occhi rotondi molto sporgenti. Sotto la bocca sono posizionati due “barbigli” tattili che sono ricchi di sensori e aiutano la triglia a sondare i fondali per procurarsi le prede di cui si nutre: crostacei, piccoli pesci, echinodermi e molluschi. La femmina è solitamente più grande del maschio.
Habitat
La triglia di fango vive spesso in piccoli branchi e popolano i fondali sabbiosi, fangosi e ghiaiosi fino a 300-500 metri di profondità mentre i giovanili si possono trovare in acque basse. Le sue carni prelibate ne fanno la preda preferita dai pescatori di professione, che mettono in atto diverse tecniche per catturarla. La più diffusa è sicuramente la pesca a strascico, con le apposite reti; ma gli esemplari più giovani, che stazionano quasi sempre nelle vicinanze della costa, si pescano con lo “sciabichello”.
Fonti:
Triglia da scoglio
Nome scientifico: Mullus surmuletus
A differenza della triglia di fango ha la prima pinna dorsale colorata con bande longitudinali scure e il profilo del muso inclinato mentre M. barbatus ha la prima pinna dorsale incolore e il profilo del muso quasi verticale. Considerata un pesce prelibato fin dall’antichità, si adatta ad essere cucinato in molti modi e rientra quindi in tante ricette tipiche e regionali.
Caratteristiche
La triglia di scoglio ha delle squame di un bel colore rosso-arancio e giallo e lunghi barbigli bianchi, che le servono per individuare il cibo nel sedimento. La colorazione può presentare varie sfumature dal rosso al rosa, fino alle tinte del bruno e dell’arancio. Mediamente la lunghezza della triglia si aggira intorno ai 20-25 cm ma può arrivare a 40 cm per 1 kg di peso. La lunghezza minima per la commercializzazione, fissata dal Reg.CE 1967/2006 è di 11 cm. Il corpo è di colore rosa-argento.
Habitat
Vive in fondali poco profondi caratterizzati da rocce, scogli e strati di sabbia e ghiaia. L’adulto vive spesso solitario mentre i giovani si muovono spesso in piccoli gruppi. Viene pescata coi tramagli e le reti a strascico dai pescherecci ad una profondità che varia dai 10 ai 50 metri. La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è il periodo ideale per la sua pesca poiché segue il periodo della riproduzione e di conseguenza se ne trovano in gran quantità. I pescatori sportivi e i turisti amano pescare questo pesce che abbocca facilmente all’amo quando si pesca dagli scogli.
Fonti:
Sardina o Bianchetto
Nome scientifico: Sardina pilchardus
S. pilchardus è l’unica specie del genere Particolarmente nota per formare grandi banchi in cui si raccolgono anche migliaia di individui e che ospitano spesso anche altre specie di pesci. Di grande interesse economico per le sue proprietà organolettiche, è oggetto di un’intensa pesca.
Caratteristiche
Il corpo è allungato, di colore verdastro o azzurro iridescente sul dorso, argenteo sui fianchi e biancastro sul ventre. Una delle caratteristiche peculiari della specie è una fila di scaglie rigide ed appuntite sul ventre che insieme ad altre caratteristiche la rendono facilmente distinguibile dall’acciuga (Engraulis encrasicolus). Le squame, per esempio, sono molto grosse e molto delicate mentre nelle acciughe sono piccole. La bocca è rivolta verso il basso e gli occhi sono grandi rispetto alle dimensioni del corpo. Nel Mediterraneo occidentale l’adulto può raggiungere i 27 cm di lunghezza ma la lunghezza comune è intorno ai 15-20 cm. È una specie gregaria che si organizza in banchi molto numerosi, solitamente mista ad altre specie. Le sardine, infatti, formano gruppi che si distinguono solo per la taglia e non per la specie. I pesci che formano banchi con le sardine sono le acciughe, altre specie simili della famiglia dei Clupeidae e in alcuni casi anche esemplari giovani di tonno rosso e palamita. Non è una specie che compie lunghi spostamenti ma effettua migrazioni nictemerali, ovvero di notte si trova in profondità e nelle ore diurne si sposta verso la superficie. Si nutre esclusivamente di plancton, soprattutto zooplancton e in particolare crostacei copepodi del genere Calanus.
Habitat
La sardina è una specie comune nel mar Mediterraneo, soprattutto nella parte occidentale e nell’Adriatico. Specie molto apprezzata per le sue carni, è soggetta a una pesca intensiva che negli ultimi anni ha causato una diminuzione della quantità economicamente sfruttabile della popolazione. Muovendosi in banchi se ne catturano notevoli quantitativi, specialmente utilizzando reti da circuizione. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 11 cm.
Fonti:
Spigola o Branzino
Nome scientifico: Dicentrarchus labrax
Specie strettamente costiera, popola ambienti di ogni tipo nei pressi della riva, sia con fondali duri che sabbiosi. Penetra, soprattutto in estate, nelle acque salmastre di lagune e foci e può raggiungere le acque completamente dolci. L’acquacoltura è il principale metodo di produzione, anche se dalla pesca deriva ancora più del 10% della produzione complessiva di spigole in tutto il mondo.
Caratteristiche
Il corpo è affusolato leggermente compresso ai lati, di colore grigio argenteo sul dorso, argenteo sui fianchi e bianco sul ventre. La testa è allungata e la bocca è grande con una fitta dentatura e una mandibola forte. Le caratteristiche distintive di questa specie sono la fronte, che risulta dritta e le due pinne dorsali evidentemente diverse, la prima dorsale è formata da 8-10 raggi spinosi, la seconda da 12-13 raggi molli. Il corpo è ricoperto da scaglie abbastanza piccole ma ben visibili, presenti anche sulla testa. La lunghezza massima documentata per questa specie è di 103 cm, ma mediamente misura attorno a 50 cm, mentre il peso può raggiungere i 12 kg. La spigola è un pesce gregario nei suoi stadi giovanili mentre gli adulti sono solitari.
Habitat
Specie comune nel Mar Mediterraneo, presente soprattutto in acque fredde e ben ossigenate. Strettamente costiera, raramente scende in profondità e popola ambienti di ogni tipo. Sopporta diverse concentrazioni di salinità e si sposta, soprattutto in estate, nelle acque salmastre di lagune e verso le foci dei fiumi. La spigola è una specie strettamente legata al fondale, in particolare nelle ore notturne, quando va a caccia di molluschi, anellidi e crostacei. Nel mercato ittico è una delle specie più pregiate e, per rispondere alla grande richiesta del mercato, in numerosi paesi mediterranei viene allevata in acquacoltura intensiva ed estensiva. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 25 cm.
Fonti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Dicentrarchus_labrax
- http://ec.europa.eu/fisheries/marine_species/farmed_fish_and_shellfish/seabass/index_it.htm
- http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/publications/factsheets-aquaculture-species/seabass_it.pdf
- http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=branzino-spigola
- http://www.pescaricreativa.org/notizie/articoli/item/215-misure-minime-pesca-in-mare.html
Alici o Acciughe
Nome scientifico: Engraulis encrasicolus
Talvolta confusa con la sardina, l’alice appartiene ad’unaltra famiglia tassonomica ma spesso si trovano a condividere lo stesso ambiente formando dei grandi banchi. Ha abitudini pelagiche e si può trovare anche a grande distanza dalle coste. Tollera le acque salmastre e talvolta penetra nelle foci e nelle lagune.
Caratteristiche
Le acciughe hanno un corpo affusolato di colore azzurro-verde, sul dorso, e argento sui fianchi e l’addome. Ha occhi grandi per le sue dimensioni e una bocca molto grande tanto da superare il bordo posteriore degli occhi. Generalmente misurano dai 6 ai 10 centimetri e raggiungono al massimo i 20 centimetri. Le squame sono piccole e si staccano facilmente. È una specie gregaria in ogni fase vitale che forma banchi numerosissimi spesso misti con altre specie, per esempio la sardina, composti da esemplari di taglia simile.
Habitat
L’acciuga è una specie comune nel Mar Mediterraneo. Non compiono migrazioni ma si spostano a diverse profondità a seconda delle stagioni. In autunno e in inverno vivono in profondità mentre durante la primavera e l’estate risalgono verso la superficie in prossimità delle coste, dove avviene la riproduzione. Il loro nutrimento principale è lo zooplancton che cresce particolarmente bene ine zone di acqua salmasta come lagune e estuari in cui spesso le acciughe, che riescono a sopportare la variazione di salinità, si addentrano per nutrirsi. Come le sardine, sono oggetto di una intensa pesca che ha causato una diminuzione delle quantità commerciabili negli ultimi anni. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 9 cm.
Fonti:
Orata
Nome scientifico: Sparus aurata
Pesce pregiato estremamente richiesto e molto diffuso nelle coste del Mediterraneo, in particolare al confine tra substrati rocciosi e sabbiosi. Piuttosto facile da riconoscere anche grazie alla fascia giallo-dorata sulla testa da cui prende il nome. In Italia viene anche allevato in acquacoltura in zone specializzate.
Caratteristiche
Il corpo è robusto di colore argenteo, con squame leggermente più scure sul dorso e più chiare, tendenti al bianco, sotto la pancia. Caratteristica distintiva della specie sono le due fasce colorate presenti nello spazio tra gli occhi, la superiore scura, l’inferiore giallo-dorata. La mandibola è forte con la parte inferiore leggermente arretrata rispetto alla superiore e munita di denti ben affilati. Può raggiungere una lunghezza massima di 70 cm per un peso intorno ai 10 kg ma solitamente gli esemplari in commercio variano da un minimo di 20 cm a un massimo di 50 cm.
L’orata è una specie ermafrodita proterandrica, significa che ogni individuo possiede sia l’apparato maschile che quello femminile che si sviluppano in tempi diversi. Quando il giovane arriva a maturità sessuale si sviluppa l’apparato maschile che matura alla fine del secondo anno di vita, successivamente inizia a regredire e la parte femminile prende gradualmente il sopravvento.
Habitat
L’orata è presente in tutto il bacino del Mediterraneo nella fascia costiera compresa tra i 5 e i 150 m di profondità, specialmente in zone in cui sono presenti fondali rocciosi. Generalmente è solitaria, raramente si sposta in piccoli gruppi. Sopporta bene le diverse concentrazioni di salinità e non è raro trovarla in zone di acqua salmastra come lagune o estuari ma a differenza della spigola preferisce le acque calde. L’orata può essere di allevata in acquacoltura, pratica in crescita anche per via della grande domanda del mercato, nelle lagune adriatiche e lungo le coste toscane. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 20 cm.
Fonti:
Rombo chiodato
Nome scientifico: Psetta maxima
Appiattito dorso-ventralmente, ha una forma romboidale-circolare molto accentuata e sul corpo presenta dei tubercoli ossei che lo distinguono dalle altre specie e gli conferiscono il nome di rombo chiodato.
Caratteristiche
Il rombo chiodato appartiene ad un gruppo di pesci piatti denominati “rombi” con alcune caratteristiche comuni, per esempio, gli occhi sono entrambi sul lato sinistro del corpo che è anche quello pigmentato, mentre il sinistro che è a contatto con il substrato è di colore chiaro. La forma del loro corpo, inoltre, si avvicina alla forma geometrica del rombo, da cui prendono il nome. Il rombo chiodato, in particolare, ha una forma romboidale molto accentuata. La parte destra del corpo è di colore marrone o grigiastra con macchiette scure mentre la parte sinistra è di colore bianco-rosato. Il mimetismo della livrea gli consente di nascondersi dai predatori e di tendere agguati alle prede. Il corpo presenta delle scaglie ma sono molto aderenti al corpo, tanto da farlo risultare all’apparenza liscio. Può raggiungere una lunghezza massima di 1 m per 12 kg di peso.
Habitat
Vive in fondali marini sabbiosi e fangosi, in acque ad una profondità che va da pochi metri fino a 100 metri di profondità, e si mimetizza assumendo lo stesso colore del fondo marino. Nelle coste Italiane è comune e gli esemplari giovani possono vivere anche nelle lagune salmastre. Il rombo chiodato è molto apprezzato per le sue carni e intorno agli anni ‘70 in Europa si sono diffuse tecniche per riuscire ad allevare questa specie. Il principale paese produttore in Europa è la Spagna.
Fonti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Psetta_maxima
- http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=rombo
(Rodríguez Villanueva e Fernández Souto, 2006). Dott. Alessandro Lucchetti Institute of Marine Sciences National Research Council (ISMAR-CNR) Fishery Section Fishing technology Department Ancona - http://ec.europa.eu/fisheries/documentation/publications/factsheets-aquaculture-species/turbot_it.pdf
Rombo liscio o Soaso
Nome scientifico: Scophthalmus rhombus
Appartenente al gruppo dei rombi, è molto simile al rombo chiodato da cui però si distingue soprattutto per l’assenza dei tubercoli ossei e la forma del corpo meno allargata.
Caratteristiche
Il lato destro, dove sono posizionati gli occhi, ha una colorazione beige o bruna, molto mimetica, con piccole macchiette scure, mentre il lato sinistro è chiaro tendente al rosa. Le squame sono disposte sul corpo in modo da essere molto aderenti, questo conferisce alla pelle un aspetto liscio. Può raggiungere i 7 kg di peso per 70 cm di lunghezza.
Habitat
Il rombo liscio si può trovare lungo le coste europee nell’Atlantico orientale, è molto diffuso in tutto il mar Mediterraneo e in particolar modo lo si può trovare nel Mar Adriatico. Vive esclusivamente su fondi sabbiosi o fangosi tra i 15 ed i 70 metri di profondità. I giovani possono sopportare diverse concentrazioni di salinità e si possono trovare in acque salmastre, anche profonde pochi centimetri.
Fonti:
Passera Pianuzza
Nome scientifico: Platichthys flesus
Pesce piatto simile ai rombi ma con un corpo di forma marcatamante più ovale e privo di squame.
Caratteristiche
Come gli altri pesci piatti, entrambi gli occhi sono sul lato destro del corpo, di colore scuro, marmorizzato o cosparso di piccole macchie gialle, il lato sinistro invece risulta completamente bianco. Il corpo è di forma ovale ed è liscio in quanto manca di squame. Le dimensioni possono arrivare ad un massimo di 40 cm. Similmente ai rombi, si muove sul fondale dove si mimetizza e caccia invertebrati e piccoli pesci, soprattutto ghiozzi.
Habitat
Nel Mar Mediterraneo è presente in tutte le coste nord-occidentali e nord-orientali. Tendenzialmente è una specie notturna, che vive su fondi sabbiosi e fangosi fino a 55 metri di profondità ma grazie alla sua capacità di sopportare diversi gradi di salinità si trova anche nelle lagune e può risalire i fiumi per diversi chilometri, soprattutto in estate. Generalmente viene pescato con la rete a strascico. La dimensione minima per la pesca e la commercializzazione secondo il Reg.CE 1967/2006 è di 15 cm.